Architè! …e il Cliente?

Si. E il Cliente, ndò sta?

E’ una credenza comune: nell’esercizio della professione dell’architetto, il Cliente c’è.
Il cliente c’è, nel senso che si interessa, ti telefona, ti vuole incontrare, ti manda mail, ti fa vedere foto, ti trasmette ogni suo desiderio più nascosto in fatto di interruttori o scarichi.
C’è, al limite della fastidiosità.
C’è, e diventa il tuo stalker pagante per tutta la durata di progetto e lavori. A volte anche dopo: ti chiama se la tapparella non si riavvolge, se il rubinetto perde, anche se la signora del piano di sopra fa troppo rumore.

Il problema sorge quando il Cliente NON c’è.
Il Cliente non c’è, nel senso che ti firma una bellissima lettera di incarico, ti da il suo briefing, ma poi scompare. Nessun desiderio nascosto, nessun colore preferito, nessuna immagine evocativa. Nulla.
Salvo poi entusiasmarsi quando tu gli presenti il progetto. Peccato però che quel progetto sia stato fatto sulla base dei tuoi gusti e non dei suoi, delle tue esigenze e non delle sue.
Lui, contento è, sempre e comunque.

Situazione ideale? Forse.
Ma – maledette quell’etica e quella deontologia che mi hanno inculcato! – io, cor Cliente, ce vojio raggionà!

9 pensieri su “Architè! …e il Cliente?

  1. newwhitebear dice:

    C’è cliente e cliente. Quello stalker, per il quale si farebbe carte false per metterlo a tacere tanto è fastidioso. Poi c’è quello silenzioso, che mette un po’ di ansia per il progetto finale.
    ma una via di mezzo esiste?

  2. renatagiacomini dice:

    Anche a me piace discutere con il cliente, soprattutto se è donna e mi piace creare anche una sorta di complicità nel cercare le soluzioni che piacciono ad entrambe. L’ultimo lavoro che ho seguito ho avuto il benestare dalla cliente e ho organizzato i fornitori con tempistiche da paura: in cinque giorni siamo riusciti a demolire e a rifare completamente un salone di hairstylist di prodotti Aveda. Che successo riaprire il sabato mattina dopo solo cinque giorni!! Pensavamo fosse una follia ma ci siamo riusciti con ritmi incalzanti lavorando dalle sette della mattina alle nove della sera, folli. Ma felici. E ci siamo guadagnati la fiducia totale della cliente. Così mi piace lavorare: con la massima fiducia e complicità dei clienti. Renata Giacomini Architetto

  3. renatagiacomini dice:

    Anche a me piace discutere con il cliente, soprattutto se è donna e mi piace creare anche una sorta di complicità nel cercare le soluzioni che piacciono ad entrambe. L’ultimo lavoro che ho seguito ho avuto il benestare dalla cliente e ho organizzato i fornitori con tempistiche da paura: in cinque giorni siamo riusciti a demolire e a rifare completamente un salone di hairstylist di prodotti Aveda. Che successo riaprire il sabato mattina dopo solo cinque giorni!! Pensavamo fosse una follia ma ci siamo riusciti con ritmi incalzanti lavorando dalle sette della mattina alle nove della sera, folli. Ma felici. E ci siamo guadagnati la fiducia totale della cliente. Così mi piace lavorare: con la massima fiducia e complicità dei clienti. Renata Giacomini Architetto

  4. renatagiacomini dice:

    Anche a me piace discutere con il cliente, soprattutto se è donna e mi piace creare anche una sorta di complicità nel cercare le soluzioni che piacciono ad entrambe. L’ultimo lavoro che ho seguito ho avuto il benestare dalla cliente e ho organizzato i fornitori con tempistiche da paura: in cinque giorni siamo riusciti a demolire e a rifare completamente un salone di hairstylist di prodotti Aveda. Che successo riaprire il sabato mattina dopo solo cinque giorni!! Pensavamo fosse una follia ma ci siamo riusciti con ritmi incalzanti lavorando dalle sette della mattina alle nove della sera, folli. Ma felici. E ci siamo guadagnati la fiducia totale della cliente. Così mi piace lavorare: con la massima fiducia e complicità dei clienti. Renata Giacomini Architetto

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