Trinity Hall | Riach Architects

Riach Architects

Riach Architects è uno degli studi più noti dell’Oxfordshire. Fondato nel 1984, continua a mantenere la sua reputazione di studio pluripremiato grazie a tanti giovani architetti.
Guardate qua: picnic aziendale! Proprio come negli studi italiani, dove non puoi pemetterti nemmeno di denunciare una lieve emicrania, perché tale informazione potrebbe essere usata contro di te e trasformata in chissàccheccosa…
Ma mettiamo da parte le polemiche personali.

Questa casa è bellissima.
Riesce a conciliare la tradizione anglosassone con tutto ciò che di contemporaneo ci piace.

Riach Architects

C’è il labrador biondo adagiato su uno splendido divano con la Rocking Chair di Eames per Vitra alle sue spalle. Ed un inserto in vetro sul soffitto che fa entrare il sole e le nuvole, la luna e le stelle.

Riach Architects

Ci sono la sospensione Caboche di Foscarini e gli splendidi sgabelli rossi disegnati da Le Corbusier.

Riach Architects

E poi, la sedia DSW – Dining (height) Side (chair) Wood (base) – ancora di Eames.

Una tradizionalissima living room…

Riach Architects

… ed una altrettanto tradizionale sala da pranzo con il modernissimo lampadario Copper Shade di Tom Dixon.

Riach Architects

Uh… una scala. Chissà dove andrà!
Da notare sul fondo la classica A Chair.

Riach Architects

Eccoci al basement: sala giochi e sala tv. Ma li avete visti i graffiti ed il sofa a tre piani???

E il bagno. Quel lampadario in policarbonato è il RockCoco Chandelier di FatBoy The Original. Un marchio che io adoro, ma che non mi posso proprio permettere!

Riach Architects

 

Fine del tour. Avevo o non avevo ragione?
Splendido esempio di abilità nel mixare stili diversi. Da non dimenticare!

Credits:  Houzz website

13 pensieri su “Trinity Hall | Riach Architects

  1. Valentina dice:

    Stratosferico!! Curatissimo in ogni dettaglio, la parte che preferisco è sicuramente la dining room. Ma qui, in Italia-Addormentata, quando (come? dove? perchè?) mi potrà mai capitare di poter toccare con mano un “progetto” del genere?! (e mi riferisco anche al budget)!

  2. Valentina dice:

    Stratosferico!! Curatissimo in ogni dettaglio, la parte che preferisco è sicuramente la dining room. Ma qui, in Italia-Addormentata, quando (come? dove? perchè?) mi potrà mai capitare di poter toccare con mano un “progetto” del genere?! (e mi riferisco anche al budget)!

  3. aleka dice:

    E’ da un po’ di tempo a questa parte che gli inglesi si danno da fare nell’interior design. Dopo un periodo di assopimento (e questo vale anche per il landscape design contemporaneo, non parlo chiaramente di restauro dei giardini, dove loro sono al top) c’è un proliferare di opere di recupero e ristrutturazione degli interni delle bellissime case vittoriane. In questo lavoro, trovo che il pavimento in pietra (?) sia notevole, un po’ mediterraneo. Non trovi? Sembrano delle chianche leccesi.
    Bella anche la semplice scelta del grigio sulle pareti della sala da pranzo-soggiorno. Io non sarei riuscita (poco coraggio dovuto alla ricerca di una irragiungibile coerenza) in questa commistione di arredi e di apparecchi illuminanti così diversi nella tipologia e nello stile: in questo spazio funziona benissimo.

    Patrizia, inizio a seguirti: un piccolo appuntamento fra commenti di interior (quello di cui più mi occupo) e faccende domestiche, a cui sono chiamate ad assolvere anche le professioniste più in carriera (???).

  4. newwhitebear dice:

    Ci sono dei pezzi magnifici ma vado controccorrente non li trovo di mio gradimento. Forse è lo stile anglosassane che non mi convince, forse preferisco strutture più lineari e semplici. Mi hai chiesto cone ne penso?

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