Architè – update!

Si, lo so, latito…
Latito come blogger, latito come madre, e latito pure come moglie.
Quest’ultima latitanza è un po’ un concorso di colpa, essendo sposata con un assente per antonomasia.
Ma le altre due… Cavolo, quanto mi pesano!

Mi ritrovo a preparare gare d’appalto per una impresa di costruzioni abbastanza nota.

E mi piacerebbe pure.
Si fanno discorsi di strategia, prezzi, progetti architettonici, cantierizzazione, insomma… abbastanza fico! Era un mio desiderio lavorare per un’impresa, mancava solo chi costruisce nel mio palmarès-curriculum. Quindi, bene no?
NO!

Sono qui sola, in una camera d’albergo, seduta a guardare i tetti di Milano.
Ho appena terminato una chiamata via FaceTime con mio figlio che è a casa con i nonni, immediatamente dopo aver salutato via Skype mio marito che si trova a São Paulo.
E scrivo.
Ho capito quanto Pattibum sia una parte fondamentale della mia qualità di vita. Ho bisogno di scrivere per rilassarmi e ritrovare la mia dimensione.

Sto rinunciando a molto per il mio lavoro.
Ma, in questa Italia di oggi, ci sono altre chances per poter continuare ad essere un’Architetto?

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8 pensieri su “Architè – update!

  1. bagnidalmondo dice:

    Io ti leggo e ci sono, anche se virtualmente, a farti compagnia. Purtroppo mi rendo conto anche io che per noi donne oggi sia diventato obbligatorio scendere a compromessi.
    Siamo costrette a scegliere. E in base a quella scelta possiamo fare del nostro meglio. Un abbraccio bloggeroso.

  2. newwhitebear dice:

    Beh! in effetti non è soltanto la professione di architetto che non ha dimensione in Italia ma lasciamo perdere.
    Essere lontano da tutto e da tutti e vivere in una camera d’albergo non è mai piacevole. Ho sempre odiato questo tipo di vita e ho sempre cercato di renderla la più corta possibile.
    Certo che la mancanza del figlio e del marito è dura da rimpiazzare. Quella del blogger è molto più lieve.
    Coraggio, Archité! La vita si vieve una volta sola.

  3. newwhitebear dice:

    Beh! in effetti non è soltanto la professione di architetto che non ha dimensione in Italia ma lasciamo perdere.
    Essere lontano da tutto e da tutti e vivere in una camera d’albergo non è mai piacevole. Ho sempre odiato questo tipo di vita e ho sempre cercato di renderla la più corta possibile.
    Certo che la mancanza del figlio e del marito è dura da rimpiazzare. Quella del blogger è molto più lieve.
    Coraggio, Archité! La vita si vieve una volta sola.

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