Archité! L’Aquila? E che sarà mai…

Ero a L’Aquila ieri.
Quando è stato il terremoto? Ah già… era il 6 aprile 2009.
Non il mese scorso, nè il mese precedente.
Sono passati ben 5 anni.

La città è sospesa.
Il centro storico è un immenso ammasso di macerie.
I cantieri si susseguono, alcuni in attività, altri… chissà.
Negozi e bar chiusi, abbandonati. Le vetrine ricoperte di polvere e locandine.
Si, polvere. Quella polvere di cantiere da me tanto amata è ovunque.
Si passeggia per il corso con casco e scarpe antinfortunistiche.
In giro solo addetti ai lavori.

L'Aquila

Bambini? Non rinvenuti.
Anziani? Stanno lentamente morendo, poverini. Trapiantati nelle nuove case di periferia, non riescono ancora a rassegnarsi.
Si rassegnano invece gli adulti, i nostri coetanei. Alle mie continue esclamazioni di sorpresa mista ad amarezza, non facevano che rispondere Perchè, cosa c’è di strano? E’ normale, no?

NO, ragazzi. NON è normale.
Non è normale vivere in queste condizioni. Non è normale rassegnarsi ad essere circondati da macerie, puntelli e abbandono.
Nel XXI secolo abbiamo i Google glass e gli aerei supersonici. Viviamo in un paese occidentale evoluto. Siamo un popolo pieno di qualità.
Eppure, una delle città più belle d’Italia è lasciata lì così, con tante chiacchiere e nessun fatto.
Qualcuno ne parla più? E così crediamo che sia tutto a posto…

Il viaggio di ritorno, in auto da sola, non è bastato per farmi rasserenare.
Io sono indignata. E sono arrabbiata. E pure impotente.

E’ aberrante. Ma è anche la nostra realtà di italiani.
Maledizione.

 

7 pensieri su “Archité! L’Aquila? E che sarà mai…

  1. newwhitebear dice:

    Mi piace conservare il ricordo de L’Aquila quando era ancora una città piena di vita. Col Corso Emanuele pieno di giovani e meno giovani che passeggiavano. I negozi e bar aperti. I locali tipici. Insomma una città viva. Però vederla dalle immagini, e forse non rendono bene l’idea, in quello stato fa tristezza e rabbia.

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