Architecture&Fashion: Curtain and Outfit

Stark, FasanoinRio

Ma come te sei vestita? Me pari ‘na tenda! [Traduzione: ma come ti sei vestita? Mi sembri una tenda!]Quante volte ce lo siamo sentite dire? Io parecchie!

Ed ecco spiegato il tema di oggi: ancora una contaminazione tra architettura, in questo caso interior design, e moda.
La tenda, intesa come tessuto, drappeggio, trasparenza, lavorazione, finisce spesso nei nostri armadi, trasformata in abito. Spesso addirittura in abito da sera.
Ma poi, guardiamo le architetture del solito Philippe Starck (non lo cito mai, no?): tende che sostituiscono le pareti, che decorano ed arricchiscono gli ambienti come fossero degli splendidi outfit da gran soirée. E le preziosissime tende di Mastro Raphaël (tanto per citarne uno)? Non avrei problemi ad indossarne qualcuna!

Insomma, architetti, stilisti, interior designers… chi ha rubato a chi? Proviamo a capirlo.

Stark, FasanoinRio

 

Credits: my Pinterest

5 pensieri su “Architecture&Fashion: Curtain and Outfit

  1. Diana dice:

    Ciao, sempre interessanti i tuoi articoli! In effetti l’abito tenda è fra gli stili d’abbigliamento più “arcaici”. Se pensiamo a ciò che indossavano gli antichi romani… :-)?!
    Bellissimi gli abiti di Elie Saab che hai pubblicato! Certo, se dovessi pensare di acquistarne uno, visto il mio fisichetto poco filiforme, più che a tenda sarebbe meglio provare l’abito a “sacco” ;-D.
    Fra gli altri, anche Vivienne Westwood ha realizzato degli abiti dove trova massima evidenza il drappeggio che fa del tessuto un assoluto protagonista:
    http://www.stile.it/sfilare/tendenze/multimedia/art/easy-to-wear-by-vivienne-westwood-id-350/pgmm/13/
    http://www.style.com/fashionshows/complete/slideshow/S2011RTW-VWESTWOOD/#1
    Mentre credo che il grande Shigeru Ban sia uno degli architetti che abbia fatto un ottimo uso del curtain nelle sue opere, lasciando che il tessuto divenisse parte integrante dell’opera architettonica:
    http://archimpura.blogspot.it/2011/05/tessile.html
    Architettura e Moda tra contaminazioni e integrazioni, creatività e a volte anche oscenità, ma che dire: m’affascina proprio questo continuo “scambio” di ruoli 🙂

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